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Non solo imitazioni, Edoardo Mecca si racconta

Abbiamo intervistato lo YouTuber che ci ha raccontato come è nato il suo canale e del suo impegno contro il cyberbullismo

edoardo mecca imitazioni

Quando guardiamo gli esilaranti video dello YouTuber Edoardo Mecca (clicca qui per scoprire il suo canale e iscriverti) facciamo molta fatica a distinguere chi sia l’imitatore e chi l’imitato. Ma dietro al Creator torinese c’è molto di più: per conoscerlo meglio leggi la nostra intervista!

Quando è nato il tuo canale su YouTube?

Ho iniziato a collaborare sul web sei anni fa con una produzione video di Torino, poi con il tempo sono cambiate tante cose e ho iniziato a masticare il mondo social e web creando contenuti. Man mano ho cercato sempre di proporre qualcosa che unisse l’intrattenimento a tematiche sociali, e devo dire che ho avuto degli ottimi riscontri.

Qual è il video – o la tipologia di video – che ti sei divertito di più a fare?

L’imitazione di Luciano Spalletti – l’allenatore dell’Inter – mi diverte molto, e mi sono divertito a fare anche Alessandro Di Battista e il TgCongo24, una specie di parodia di quello che avveniva in Italia.

Come mai hai scelto proprio di fare le parodie e di dedicarti alle imitazioni?

Ho sempre cercato di portare delle cose che piacessero a me, passioni che avevo fin da bambino come ad esempio il calcio e lo sport, ma anche le inflessioni dialettali delle altre regioni e le imitazioni. Da piccolo ero uno di quelli che imitava i professori, gli amici, l’ho sempre fatto. Altre volte invece ho preso spunto dall’attualità: ad esempio ho fatto dei video contro la violenza sulle donne e contro il cyberbullismo (su questo argomento sto portando in giro anche uno spettacolo in teatro).

Come si intitola questo spettacolo?

Lo spettacolo, scritto da Simone Cutri (che ha collaborato con me anche alla scrittura di diversi video), si chiama Avrei soltanto voluto: la prima parte di tour, che è partita a febbraio, è quasi giunta al termine. Abbiamo avuto la possibilità di fare 21 repliche e abbiamo incontrato moltissimi ragazzi: la loro risposta è stata ottima, al termine facciamo un dibattito con loro e tante volte i ragazzi hanno portato la loro testimonianza. Per il futuro invece diamo appuntamento da settembre in poi.

Cosa ne pensi del cyberbullismo?

Penso che tra le mani abbiamo uno strumento incredibile, grazie alla tecnologia possiamo essere da una parte all’altra del mondo in pochissimo tempo. Molto spesso però si tratta con troppa superficialità l’utilizzo di questi dispositivi, perché non ci rendiamo conto che quella che viviamo sui social è la realtà: il mondo online è lo stesso mondo che c’è offline, e alcuni comportamenti online possono intaccare la personalità e l’animo delle persone più sensibili.

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